Ci si può sentire stranieri anche in casa propria, anche dove la lingua parlata è la stessa, le abitudini e le strade si incrociano tutti i giorni. Ci si può sentire stranieri anche davanti a occhi familiari che da sempre ci vedono e sanno a memoria i nostri volti.
Forse proprio per questo.
Nessuno vede oltre ciò che è abituato a vedere, nessuno si prende la briga di sostare, di ascoltare le parole e oltre le parole. Tutti intorno vengono e prendono da noi ciò che sono abituati a portare via e non si accorgono se soffriamo nel corpo e nello spirito,anzi a volte si meravigliano se diciamo un sì o un no inaspettato. Sconosciuti ai familiari, lettera illeggibile per coloro che pure conoscono il nostro alfabeto… e ci liquidano con un: “lo conosco già”.
Il Signore ci doni uno sguardo giovane, per vederci ogni giorno come per la prima volta, Come chi ama.

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